Il Blog dei Vini Italiani - le ultime novità dal mondo DesignWine

La nostra missione principale è di offrirti un viaggio attraverso il fantastico mondo del vino italiano. Attraversiamo le più note aree vitivinicole italiane, degustando un buon numero di vini, prima di selezionare quelli che ti faremo amare. Solo grazie a questo rigoroso percorso di selezione, abbiamo la sicurezza di offrirti un assortimento di vini unico, in grado di regalarti un assaggio dei sapori della nostra penisola.
il Team DesignWine

Il Riesling secondo un “barolista”. Germano Ettore e il suo “Hérzu”.

Un “barolista” alle prese con le particolarità del Riesling? E perché no! Ecco la degustazione del Langhe Bianco Riesling 2009.

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Oggi cucino io!!

Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori lancia un concorso tra gli appassionati del far da mangiare bene per la miglior ricetta da abbinare al vino Friulano.

Quale è la ricetta che meglio si abbina con il vino Friulano? A lanciare questo singolare concorso è Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, che invita gli amanti della buona cucina e del buon cucinare (sono esclusi tassativamente i professionisti ) a cimentarsi nella creazione di un piatto originale estivo o autunnale che ben si sposi con il vino bianco – simbolo della regione.  (continua…)

Il cremoso piacere dei formaggi

Al bando i sensi di colpa e visto che il periodo delle festività pasquali lo consente abbandonatevi al cremoso piacere dei formaggi. Indispensabili per arricchire la vostra tavola o alternativa a pranzi e cene, dall’antipasto al dolce, con l’aiuto di mieli, mostarde e marmellate. Il formaggio è sempre sinonimo di tradizione e profuma, oltre che di tutte le meravigliose evoluzioni olfattive che lo distinguono, anche della memoria primitiva dell’uomo che sempre ha tratto nutrimento da quest’alimento. Oggi, invece, il formaggio è anche (continua…)

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Il cibo dell’amore

Il vocabolario amoroso e quello gastronomico s’intrecciano costantemente. La pelle è di pesca, i capelli un campo di grano, gli occhi a forma di mandorla o color nocciola, la bocca color ciliegia, le labbra polpose e le forme appetitose. Dal nome della dea dell’amore fu coniato il termine “afrodisiaco” che sta a indicare ogni sostanza capace di eccitare o esaltare lo stimolo e il potere sessuale.  Greci ed Etruschi consigliavano per tali finalità: vino, aglio, miele, uova e crostacei.  Nel medioevo si giurava sull’effetto del cervello di piccione ma è con l’arrivo delle spezie dall’oriente che si arricchì la scelta dei cibi afrodisiaci. I mercanti del tempo favorirono lo scambio di chiodi di garofano, noce moscata, cannella, zenzero, zafferano, coriandolo e cumino. Un incontro d’amore può cominciare dalla tavola? Certo! Occorre fare attenzione, però, ai particolari che creano un’atmosfera magica e ricordare di aggiungere del buon vino. Per la vostra innamorata, iniziate con una bollicina fragrante e leggera, che ben dispone per la serata, per poi continuare con un altro spumante ma questa volta impreziosito dall’eleganza naturale della Franciacorta. Terminate con un rosso se ama la carne o con un bianco importante se preferisce pesce.

 

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Che dire dell’osannato abbinamento?

Come utilizzare al meglio l’arte dell’abbinamento? Semplice non abbinando in modo forzato e assaggiando senza perdere di vista il proprio gusto. È chiaro che servirà poi del tempo, oltre che originale passione, per migliorare i propri sensi affinché si possa parlare, magari, di buon gusto. Ma arrovellarsi in maniera paranoica su quale vino è utile per un particolare piatto, come spesso accade, serve solo per eliminare l’unica cosa che ha veramente senso nell’avvicinare bevande al cibo: il piacere personale. Piacere personale cui non va tolto la soddisfazione della scoperta. Supposizioni a parte e fermo restando che il miglior abbinamento è quello che piace a voi, qualche regoletta è bene tenerla a mente. Prendiamo ad esempio preparazioni a base carne. È importante tenere presente il metodo di cottura. Se cucinate carne alla griglia mettere un Barolo è inutile e sprecato. Idem per un Brunello di Montalcino. Meglio un vino più semplice ma in grado di contrastare le sensazioni aromatiche di questa tipologia di cottura soprattutto se usiamo carne di maiale. Meglio, allora, un buon Sangiovese di Romagna magari nelle versioni più semplici dove il nervosismo naturale di questo vino compete egregiamente con la rusticità della carne. La carne al forno, i brasati, la selvaggina richiedono altre vinose soluzioni da cercare in vini più importanti come un Chianti, mirabile ed unico nella sua espressione classica o un tipico Barbaresco. Filetti, impreziositi dall’arte fantasiosa di chi li prepara, danno il meglio se sposati con un fine Vino Nobile di Montepulciano in grado di unire gentilezza d’animo e grintosa struttura ma non fatevi scrupoli nemmeno davanti a una Riserva di Sangiovese di Romagna.

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