(…) Fino agli anni settanta, le diverse zone del chianti hanno subito una serie di dinamiche politiche e commerciali che sfociavano in una sorta di caos produttivo che vedeva l’uso di uve bianche fino ad un 30% dell’uvaggio stesso. Per un vino beverino, di poco impegno e che mal reggeva il tempo.
Testo a cura di F.Magnani
(segue dalla prima) Il disciplinare dell’epoca nasce principalmente per un’esigenza commerciale, a tutela di un’area qualitativamente superiore che oggi riconosciamo nel “Classico”. Nel 1500 il chianti era, infatti, il vino più contraffatto oltre che il più esportato. Gli inglesi lo amavano e i produttori e commercianti di ogni risma producevano vino chiamandolo col nome del più famoso chianti. (continua…)
A cura di F.Magnani
Forse sarà per i languidi ricordi che suscita a rappresentazione di un pezzo della nostra storia ma il chianti toscano è uno dei vini più richiesti nel centro nord e all’estero. Il Chianti, però, non rappresenta solo un vino, un’area geografica e una storia ma anche una denominazione che spesso genera confusione, oltre che stupore, nel consumatore poco attento che si trova