Ritrovamenti storici hanno testimoniato che la Sicilia, è sempre stata produttrice di vino. Fenici, Cretesi-Micenei e Greci hanno portato nei secoli miglioramenti continui nell’arte di vinificare isolana. In un secondo momento, i Romani (continua…)
(…) Fino agli anni settanta, le diverse zone del chianti hanno subito una serie di dinamiche politiche e commerciali che sfociavano in una sorta di caos produttivo che vedeva l’uso di uve bianche fino ad un 30% dell’uvaggio stesso. Per un vino beverino, di poco impegno e che mal reggeva il tempo.
Usate la fantasia, provate ad immaginare l’ipotetico passato di un vigneto. Scorrete con la mente il tempo e pensate alle persone che nei secoli se ne prendevano cura, alle metodologie usate secondo gli scopi di gestione del vigneto e, soprattutto, guardate i gesti di quegli uomini intenti nella cura della vite. (continua…)
Testo a cura di F.Magnani
(segue dalla prima) Il disciplinare dell’epoca nasce principalmente per un’esigenza commerciale, a tutela di un’area qualitativamente superiore che oggi riconosciamo nel “Classico”. Nel 1500 il chianti era, infatti, il vino più contraffatto oltre che il più esportato. Gli inglesi lo amavano e i produttori e commercianti di ogni risma producevano vino chiamandolo col nome del più famoso chianti. (continua…)
A cura di F.Magnani
Forse sarà per i languidi ricordi che suscita a rappresentazione di un pezzo della nostra storia ma il chianti toscano è uno dei vini più richiesti nel centro nord e all’estero. Il Chianti, però, non rappresenta solo un vino, un’area geografica e una storia ma anche una denominazione che spesso genera confusione, oltre che stupore, nel consumatore poco attento che si trova
La primavera sta sbocciando ed è il momento migliore per un anticipato Vinitaly 2012. Non c’è opportunità migliore di incontrare i leader del settore e conoscere quelli che saranno i 5 TREND del 2012 per il Vino Italiano. Ecco un riassunto delle nostre interviste:
Trend #1 - Social Media: Senza dubbio sarà questo il trend più importante per il vino italiano. I produttori di vino, grandi o piccoli che siano, stanno esplorando i Social Media (specialmente Facebook e Twitter) per scoprirne le opportunità. La grande novità è che spesso i piccoli produttori emergono meglio di quelli più grandi, perché hanno storie quotidiane da raccontare. Continuiamo a “postare”! (continua...)
Perché un vino si presenta in un modo anziché un altro. Cosa succede in cantina o in vigna per far sì che un vino abbia determinate caratteristiche? Come e quanto può influire la mano dell’uomo durante la fase di vinificazione? A queste e a molte altre domande risponderemo (continua…)
“Incrocio Manzoni” è una tipologia di vitigno proveniente soprattutto dalle zone del nord Italia. Il nome di questo vitigno deriva dall’agronomo Luigi Manzoni che visse (continua…)
Fino al 1800, il nebbiolo dava origine a vini dolciastri vittima delle basse temperature che interrompevano la fermentazione. Nonostante tutto però, già allora, quest’uva era circondata da sacra considerazione ed era decantata da poeti, locandieri e dall’immancabile Plinio il Vecchio, sempre presente nelle faccende vinose dell’impero Romano. Ma chi si è mai chiesto quando inizia la storia “ufficiale” del nebbiolo? (continua…)
A volte, col calice in mano, sentirete qualcuno che parla di ossidazione del vino. Di cosa si tratta? Di solito è definito ossidato un vino che ha avuto un contatto prolungato con l’ossigeno. I cambiamenti nel vino sono evidenti sia nel colore sia nel sapore. I rossi tendono a imbrunire, e ad avere depositi mentre, i bianchi, diventano di colore bruno/rossiccio. Al naso si avranno sentori più o meno accentuati di ruggine fino ad arrivare a sensazioni di marsala. Occorre tenere presente, però, che ci sono tipologie di vino come Marsala, sherry, certe vernacce sarde o Madeira dove l’ossidazione è voluta per donare particolare finezza al vino.