(…) Fino agli anni settanta, le diverse zone del chianti hanno subito una serie di dinamiche politiche e commerciali che sfociavano in una sorta di caos produttivo che vedeva l’uso di uve bianche fino ad un 30% dell’uvaggio stesso. Per un vino beverino, di poco impegno e che mal reggeva il tempo.
Testo a cura di F.Magnani
(segue dalla prima) Il disciplinare dell’epoca nasce principalmente per un’esigenza commerciale, a tutela di un’area qualitativamente superiore che oggi riconosciamo nel “Classico”. Nel 1500 il chianti era, infatti, il vino più contraffatto oltre che il più esportato. Gli inglesi lo amavano e i produttori e commercianti di ogni risma producevano vino chiamandolo col nome del più famoso chianti. (continua…)
Il Marroneto fu acquistato nel 1974 da Giuseppe Mori, padre dell’ attuale proprietario dell’azienda Alessandro Mori. Quando l’avvocato Mori piantó il primo fazzoletto di vigna, i due fratelli Andrea ed Alessandro mostrarono subito un grande interesse in esso. La famiglia Mori inizió cosí a fare (continua…)
Passeggiare per le vie di Montalcino è com’essere ad una fiera enologica, le enoteche sono ad ogni angolo del paese. Prima di fare acquisti si consiglia di visitarne il più possibile per vedere le differenze di prezzo. In questi piccoli “santuari” del vino, troverete anche (continua…)
Il territorio dove il Brunello nasce si compone di 1320 ettari di superficie vitata che circondano il comune di Montalcino. Le caratteristiche climatiche sono perfette per la crescita delle uve del sangiovese grosso -soprattutto per l’assenza di nebbie e gelate nella zona di media collina-, senza tralasciare la complessità del terreno, un intreccio di scisti argillosi, arenarie e sedimenti calcarei che danno al Brunello una serie di sfumature che lo rendono più intrigante. (continua…)