Il Marroneto fu acquistato nel 1974 da Giuseppe Mori, padre dell’ attuale proprietario dell’azienda Alessandro Mori. Quando l’avvocato Mori piantó il primo fazzoletto di vigna, i due fratelli Andrea ed Alessandro mostrarono subito un grande interesse in esso. La famiglia Mori inizió cosí a fare (continua…)
Il territorio dove il Brunello nasce si compone di 1320 ettari di superficie vitata che circondano il comune di Montalcino. Le caratteristiche climatiche sono perfette per la crescita delle uve del sangiovese grosso -soprattutto per l’assenza di nebbie e gelate nella zona di media collina-, senza tralasciare la complessità del terreno, un intreccio di scisti argillosi, arenarie e sedimenti calcarei che danno al Brunello una serie di sfumature che lo rendono più intrigante. (continua…)
C’è un luogo fatto di dolci colline che cullano lo sguardo e rinfrancano lo spirito. Timidi alberi si ergono a giudici d’interi paesaggi, la loro solitudine colpisce lo sguardo e per un attimo la mente è là, circondata dalla perfezione della terra che pare arata dal pennello di un pittore divertito dalle luci soffuse, dai giochi d’ombre e dai colori luminosi che riflettono una sensibilità d’animo infinita. Stiamo parlando della Toscana, (continua…)
Come utilizzare al meglio l’arte dell’abbinamento? Semplice non abbinando in modo forzato e assaggiando senza perdere di vista il proprio gusto. È chiaro che servirà poi del tempo, oltre che originale passione, per migliorare i propri sensi affinché si possa parlare, magari, di buon gusto. Ma arrovellarsi in maniera paranoica su quale vino è utile per un particolare piatto, come spesso accade, serve solo per eliminare l’unica cosa che ha veramente senso nell’avvicinare bevande al cibo: il piacere personale. Piacere personale cui non va tolto la soddisfazione della scoperta. Supposizioni a parte e fermo restando che il miglior abbinamento è quello che piace a voi, qualche regoletta è bene tenerla a mente. Prendiamo ad esempio preparazioni a base carne. È importante tenere presente il metodo di cottura. Se cucinate carne alla griglia mettere un Barolo è inutile e sprecato. Idem per un Brunello di Montalcino. Meglio un vino più semplice ma in grado di contrastare le sensazioni aromatiche di questa tipologia di cottura soprattutto se usiamo carne di maiale. Meglio, allora, un buon Sangiovese di Romagna magari nelle versioni più semplici dove il nervosismo naturale di questo vino compete egregiamente con la rusticità della carne. La carne al forno, i brasati, la selvaggina richiedono altre vinose soluzioni da cercare in vini più importanti come un Chianti, mirabile ed unico nella sua espressione classica o un tipico Barbaresco. Filetti, impreziositi dall’arte fantasiosa di chi li prepara, danno il meglio se sposati con un fine Vino Nobile di Montepulciano in grado di unire gentilezza d’animo e grintosa struttura ma non fatevi scrupoli nemmeno davanti a una Riserva di Sangiovese di Romagna.